Fisiologia dell'Evento Nascita:

Rispetto e Promozione

Qualche semplice nota.

Con l'espressione "Evento Nascita" intendiamo riferirci a quel processo che, a partire dalle prime settimane di gravidanza, si conclude intorno al nono mese di vita dei bambini, processo nel quale il momento del parto si pone come punto critico tra un Prima ed un Dopo.

Un prima dove il desiderio di un bambino si é fatto corpo nel nostro corpo di donne, un tutt'uno con noi stesse, un insieme armonico dove sembra impossibile distinguere ciò che siamo noi da quello che é il bambino nella nostra pancia. Un dopo in cui questa dimensione di indifferenziato inizia lentamente a sfumare per lasciare posto al bisogno del bambino di essere un altro da noi.

Pertanto parlare di "fisiologia dell'evento nascita" significa, dall'esperienza che abbiamo condotto in questi anni con le donne che abbiamo incontrato, attribuire ad un'espressione normalmente utilizzata in clinica contenuti legati ad un vissuto squisitamente femminile. Contenuti che si traducono in gesti concreti sia prima che dopo il parto, che costituiscono un filo rosso lungi il quale creare un continuum tra il mondo della gravidanza ed il mondo del neonato, entrambi di per sé inscritti nella fisiologia.

Ciò che caratterizza propriamente la donna é la sua capacità di affrontare il cambiamento. Nel corpo di ogni donna é inscritto il codice del cambiamento attraverso il quale si declina la vita di ciascuno. È una dimensione creativa, di grande ricchezza, ma anche di maggior instabilità, dove nulla é mai dato e raggiunto per sempre, di ricerca di continui aggiustamenti e nuovi equilibri. Gli uomini sono meno disponibili al cambiamento e fanno più datica a comprendere le modificazioni dell'altro, forse perché il loro corpo non attraversa continue esperienze di ridefinizione fisica?

In una società che tende solo a parole a dare pari dignità ai due sessi, si assiste nei fatti alla negazione di questa preziosa potenzialità, perché certamente poco compatibile con i bisogni di mercato. Si spingono pertanto le donne affinché nulla le trasformi: si vive una gravidanza lavorando possibilmente fino agli ultimi giorni, si partorisce in modo programmato e in tempi preordinati, si torna come prima, il prima possibile.

Il corpo non può cambiare, non devono, possibilmente, rimanere segni del cambiamento.

Tutto questo stride terribilmente con il mondo dei piccoli, non appartiene loro, né si facilita la comunicazione.

Un nuovo modo di curare e di curarsi, di ascoltare e di utilizzare il tempo, di alimentarsi, può inoltre significare e prefigurare nell'oggi ciò che ognuno di noi vorrebbe nel domani: passare nel quotidiano, cioé attraverso gesti concreti, una visione del mondo dove il rispetto della fisiologia possa coniugarsi col rispetto del cambiamento e del progresso.

Si riprende da dove si é lasciato. Anche nel sentire.

Allora parlare di rispetto e promozione della filosofia e dell'evento nascita cosa può significare per gli operatori che accompagnano le donne nel prima e nel dopo parto?

Se fisiologia é rispetto e promozione del cambiamento, pensiamo occorra innanzitutto creare una dimensione di cura: solo che é stato oggetto di cura, può diventare soggetto di cura.

La cura richiama la cura, l'arte ci con-prendere, nel cuore e nella testa, l'altro e gli altri, i loro desideri e i loro bisogni.

L'arte di sapersi pre-occupare.

L'arte di prima ascoltare, per poi osservare.

L'arte di elaborare l'immaginario per poter comprendere il reale.

L'arte di ripensare al tempo per poter dare tempo.

L'arte di lasciare emergere il proprio sentire, per poi entrare nel sentire dei bambini.

L'arte di abbassarsi verso la terra, per poi, come i bambini,

 

dalla terra rialzarsi verso il cielo

Se queste dono le condizioni perché la fisiologia sia promossa e rispettata, non può mancare una continuità tra il prima e il dopo, a partire e nonostante il parto.

L'arte di sapersi chiudere nel corpo Prima, per poi potersi aprire nel Dopo si pone come punto di krisis lungo il percorso, non di rottura né di annullamento di quanto vissuto fino a quel momento.

Se così non fosse, se cioé il lavoro del prima venisse completamente vanificato dal parto, non potremmo ipotizzare alcuna continuità quando le donne non partoriscono naturalmente. Per loro quindi si negherebbe la possibilità del rapporto con il proprio bambino.

Creare le condizioni perché il cambiamento possa agire significa pertanto, a nostro avviso, permettere che il cerchio magico mamma-bambino prensa vita a partire e nonostante l'esperienza del parto.

Il Melograno