Figli uomini e padri: un percorso tra ragione e sentimento.


di Giulio Reggio


Nel programma di attività che il Melograno propone ai soci e al territorio, abbiamo organizzato una serie di momenti di incontro e di confronto tra padri in attesa, tra coloro che insieme alle loro compagne aprono la porta su un mondo nuovo, e papà alle prese con i piccoli che cominciano a parlare, a camminare e a sentire o il profumo del nido, del nostro "Giromelotondo" o della scuola materna…

Questa idea e questo progetto hanno insieme la presunzione e la speranza di stimolare la curiosità ed il ragionare attorno al tessuto quotidiano delle esperienze che a partire dal pensarsi padri fino all'osservare il proprio figlio o la propria figlia muoversi con sempre maggiore autonomia nel mondo della vita, cambiano così radicalmente il nostro modo di vivere e di pensare la propria identità maschile, la vita di coppia, il proprio ruolo sociale.

Il progetto, che abbiamo voluto ben articolato per rispondere a bisogni e desideri diversi, nasce da una prima esperienza condotta a Il Melograno con un gruppo di papà che, in qualità di conduttore del lavoro, ritengo valga la pena di raccontare, sia pure per sommi capi.

Come psicomotricista prima e pedagogista poi, la mia esperienza lavorativa mi ha portato da anni ad incontrare in diverse situazioni genitori e bambini; si trattava di colloqui, di incontri collettivi, di conferenze che vedevano una crescente presenza dei padri, i quali tendono ad intervenire più di una volta nei processi educativi della prima infanzia e si trovano ad interrogarsi più di un tempo sul proprio ruolo, la propria funzione e il proprio “peso” all’interno del processo educativo dei primi anni.

Ed è, in parte, una tendenza che si nota anche nei rapporti con le istituzioni educative, quando riscontriamo una maggiore presenza dei padri nelle riunioni al nido o alla scuola materna, laddove la presenza paterna era una volta prevalentemente riservata ai gradi superiori della scuola.

A questa riflessioni noi uomini veniamo spinti in qualche modo dalla nostre partner che chiedono molto spesso al proprio compagno maggior coinvolgimento e più ampi momenti di riflessione sul loro modo di essere genitori.

E i bambini? Giochi e parole, modi di essere ed espressioni, sono impregnati del profumo della figura paterna e questo ci fa capire la sua importanza nel mondo immaginario e reale del bambino. Tre categorie di soggetti quindi - padri, madri e figli - che sono coinvolti a buon diritto nelle discussione sulla condizione dei padri: e allora perché non sperimentare un momento di incontro e di riflessione?

Si dice - forse a ragione - che gli uomini abbiano poca dimestichezza con parole come cura, emozione, gioco, linguaggio del corpo…… ma gli uomini che ho incontrato a Il Melograno non mi hanno dato affatto questa impressione, al contrario.

L'apertura di uno spazio e di un tempo per loro hanno permesso al gruppo di papà che si è riunito per quattro serate (e alcuni di loro hanno poi chiesto un ulteriore ciclo di incontri) di fare emergere dubbi e domande, ma anche gioie, speranze e qualche certezza riguardo ad una serie di temi rispetto ai quali - si dice - non abbiamo familiarità.

Ed eccoci allora a parlare di come è (o come è stata) l'attesa della nascita dei figli, di quale bambino abbiamo immaginato e quale bambino reale poi abbiamo contribuito a far crescere. Abbiamo poi toccato - e la partecipazione è stata molto forte - il tema delle emozioni e del nostro ruolo nello sviluppo emotivo del bambino o della bambina, ponendoci alcune domande: è possibile conciliare tenerezza e autorevolezza?

Esiste una specificità del ruolo maschile aldilà delle differenze biologiche e quale importanza presenta nell’educazione dei figli?. Ma cambiano, naturalmente, anche i rapporti di coppia: il sostegno emotivo ed affettivo alla compagna garantisce forse la formazione di un terreno più stabile per un processo educativo coerente, stabile e flessibile.

Ci siamo chiesti poi che rapporto con il corpo del bambino abbiamo o potremmo avere noi uomini, tenendo conto anche dei diversi momenti dello sviluppo del piccolo.

Le risposte parziali che ci siamo dati, l'emergere di alcune consapevolezze hanno però contemporaneamente generato (e questo termine è, direi, assai appropriato!) nuove domande… Abbiamo avuto comunque la sensazione di un'esperienza positiva che avesse però bisogno di una definizione migliore e per questo è prevista una proposta che abbiamo chiamato "Figli, uomini e padri: un percorso tra ragione e sentimenti."

Ci auguriamo allora di incontrare molti padri
nelle serate a loro dedicate nelle accoglienti sale de Il Melograno di Gallarate.